Analisi

Opinione Attuale sulla divisione XBOX

Per prima cosa, analizzando vari rumor, tra cui l’analisi di Michael Pachter sul futuro della divisione Xbox e le figuracce fatte dalla nuova CEO Asha Sharma — che si sta giustificando in tutti i modi per dare credibilità all’utenza — parliamo di una signora che non ha un passato videoludico.

Premessa: Farò presente che nell’articolo ho usato Gemini esclusivamente per la correzione del testo, ma tutto è scritto originale: il pensiero è il mio, l’IA ha corretto solo la sintassi e la grammatica.

xbox da gemini
Generato con GEMINI L’ecosistema XBOX

Sulla sua gestione e come giocatrice sappiamo ben poco sul suo conto; come dice lei stessa, si sta affacciando pian piano nell’universo di Xbox.

Le Gaffe di Asha Sharma nel mondo Online

Tra le gaffe che ho letto online — per poi potersi giustificare — c’è il fatto che lei ha iniziato a lavorare nel mondo Microsoft dal 2024, nella divisione CEO per CoreAI, passando poi nel reparto Xbox; lei ha però ricoperto diversi ruoli nel passato tra Home Depot, Meta e Instacart.

Asha Sharm

Da lì si nota che la dirigente non ha nessuna esperienza nel mondo videoludico, a differenza dell’ex CEO Phil Spencer, che era un vero appassionato del settore. Questo ha scatenato diverse critiche e una mancanza di fiducia da parte di tutti gli appassionati del mondo gaming, tra cui quelli Xbox. Lei afferma di essere sempre più focalizzata a migliorare l’ecosistema di Xbox piuttosto che giocare a un gran numero di videogiochi; conferma inoltre di rispondere agli utenti dai social media e di non utilizzare l’IA (tra cui Copilot) per scrivere messaggi, ma vedremo come andrà a finire sulla comunicazione.

Il pensiero di Michael Pachter

Adesso si passa al piatto forte, in cui è da analizzare fino in fondo la questione. Secondo Michael Pachter, la nuova Xbox nascerà morta a causa del Game Pass, che è il cavallo di battaglia di Microsoft.

Micheal Pacher

Ricordiamoci che lui è un analista ben noto di Wedbush Securities e ha sempre fatto previsioni nel mondo videoludico con analisi temerarie che hanno fatto molto discutere, come quando attribuì il successo del sistema delle Loot Box ai consumatori o quando nel 2022 criticò PlayStation per l’acquisizione di Bungie.

Tempo fa sosteneva proprio il Game Pass, prevedendo 100 milioni di abbonati con l’arrivo di Activision Blizzard o addirittura 200 milioni entro dieci anni. Purtroppo questi numeri non sono stati raggiunti: Microsoft non ha dato i dati esatti di quanti utenti ci siano, fermandosi a un dato di due anni fa che indicava 34 milioni di utenti attivi.

game pass

Non sappiamo se il numero sia aumentato o diminuito perché da quel momento Microsoft non ha fornito più dati.

Un’incognita sul futuro?

Michael Pachter ritiene che la strategia di Microsoft sia sbagliata tantissimo perché, secondo lui, “puntare tutto su un abbonamento da 30 dollari al mese è stato un errore”, un modello “tutto o niente” che rischia di scoraggiare molti utenti.

Quello che consiglia è un ribasso: l’esempio di 10 dollari al mese avrebbe reso il servizio più sostenibile e appetibile, accessibile quanto una mensa o un ristoro; 30 dollari equivalgono invece a un buffet, che per il consumatore è insostenibile.

Faccio un esempio pratico se la sua teoria è corretta: dieci dollari per dodici mesi sono 120 dollari annuali. Se l’utente potesse scegliere il piano trimestrale a 30 dollari o semestrale a 60 dollari, l’azienda coprirebbe le spese e ci guadagnerebbe tantissimo.

Una parte importante del discorso è che Microsoft deve sfruttare tutto il proprio catalogo e l’infrastruttura del Cloud Gaming per diventare un publisher simile a Valve con Steam, piuttosto che legare tutto con un abbonamento Premium.

Su questo ha ragione: se Microsoft si concentra ancora sull’abbonamento Premium (su cui gira voce di una rimodulazione dei prezzi con l’inclusione di Activision Blizzard e World of Warcraft), rischia molto. Un piano esclusivamente per il Cloud Gaming e l’unificazione tra PC Game Pass e Xbox Game Pass potrebbe arrivare sui 30 o massimo 40 dollari mensili come top di gamma, secondo la mia ipotesi.

E la console che fine farà?

Secondo l’analista Pachter, se accelerano con il Game Pass e la strategia multipiattaforma, la console non servirebbe a una mazza, anzi sarebbe una zavorra per i produttori stessi. L’hardware è crollato di botto e dal 2020 a oggi ci sono stati aumenti clamorosi; Microsoft non sa che posizione prendere, essendo meno attratta dalla console e più affiatata su abbonamenti e servizi.

La mia opinione e l’esperienza in Xbox

Adesso parlo io, come opinione di chi ha collaborato su Microsoft Xbox. Onestamente parlando, Microsoft ha fatto degli ottimi servizi riguardo all’accessibilità e all’inclusione sociale: i giocatori con handicap (lieve, moderato o grave) possono giocare e condividere la propria esperienza con hardware appositi e ora anche con Copilot.

accessibilità xbox

Hanno fatto dei passi enormi nell’accessibilità. L’unico problema che ho riscontrato — e qui la mia onestà non fa una piega, avendo collaborato per sei anni nel mondo Microsoft — è che ho seguito il percorso di Xbox dalla morte dei tempi (dal 2002) a oggi. Ricordo bene le pubblicità e i telefilm che mostravano i vari giochi come Unreal Tournament e Halo, in cui i giocatori americani avevano la loro console e Microsoft faceva “Console War” per mostrare il proprio potenziale.

Purtroppo non sono tutte rose e fiori. C’è stato un declino dal 2012 con il lancio di Xbox One: loro si sentivano dei re perché la Xbox 360 aveva battuto tutti, ma fu anche fortuna dovuta agli errori delle altre aziende, soprattutto di Sony con PlayStation 3.

Con il lancio di Xbox One commisero l’errore di comunicazione sul DRM per i giochi usati: gli utenti passarono in massa a PlayStation e Microsoft dovette fare dietrofront, da questo video famosissimo in cui PlayStation ha battuto la comunicazione di Microsoft

Sono nate strategie fallimentari, il Kinect poco utilizzato e dal 2014 la scelta di portare i giochi su PC tramite Steam per guadagnare terreno.

Dal 2016 il Game Pass ha portato una boccata d’ossigeno, che però adesso sta creando problemi perché nella divisione non sanno dove andare.

Conclusioni

Dico che non sanno dove andare a causa del mercato che ci circonda: non sanno con chi competere e quindi fanno tante alleanze creando la cosiddetta “Software War”.

Mi ricorda la fine degli anni ’80 e l’inizio del 2000, vedendo un bellissimo documentario su Youtube che trovate qui sotto ed è molto attuale

Quando Microsoft si scontrava contro Linux per dimostrare che l’Open Source non serviva a niente;

Adesso siamo ritornati a quei tempi in cui Microsoft deve gestire un impero gigantesco.

Ora dovranno prendere delle decisioni sulla direzione da seguire, perché sono entrati in un limbo.

Hanno preso una CEO che non conosce i videogiochi sperando di ampliare i servizi con l’IA e mutare Xbox su tutti gli schermi in una multipiattaforma totale.

Molti ex dipendenti hanno definito questo come il crepuscolo di Xbox: Microsoft diventerà un publisher come SEGA, producendo software per altri e lasciando l’hardware alle terze parti.

Nella mia parte finale dico questo: tu vuoi ingigantirti ma avrai sempre seri problemi, come succede ai grandi giganti.

Devi fare campagne marketing su TV, radio e social per farti capire che ci sei, come fanno Nintendo e Sony che spingono sempre di più.

Tu invece sei rimasta nell’oblio. Si spera che per il 25° anniversario di Xbox si diano una svegliata, altrimenti sarà troppo tardi.

Voi cosa ne pensate? Scrivete nei commenti.

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